Vergine e martire di Roma · Festa: 21 gennaio

📖 1 Corinzi 1,27
Agnese era una ragazza di Roma messa a morte per la sua fede, probabilmente durante la persecuzione di Diocleziano all'inizio del quarto secolo; alcuni studiosi collocano la sua morte prima, nel terzo secolo. Sant'Ambrogio, che scriveva meno di un secolo dopo la sua morte, dice che aveva dodici anni. Il suo nome è nel Canone Romano della Messa.
La conosciamo grazie a testimoni antichi: Ambrogio, papa Damaso, che compose versi per la sua tomba, e il poeta Prudenzio. Essi concordano che era giovanissima, che rifiutò di rinunciare alla sua consacrazione a Cristo e che morì con coraggio. Divergono invece sul modo della sua morte: Ambrogio parla della spada, Damaso del fuoco. Gli Atti più tardivi aggiungono particolari drammatici che gli storici ritengono leggendari.
Fu sepolta lungo la via Nomentana, fuori Roma. Nel quarto secolo Costantina, figlia dell'imperatore Costantino, fece costruire una basilica vicino alla sua tomba, e la chiesa di Sant'Agnese sorge ancora oggi in quel luogo. Il suo nome richiama la parola latina che significa agnello, agnus, e la parola greca che significa pura, hagne.
Nella sua festa a Roma si benedicono due agnelli, la cui lana viene poi usata per tessere il pallio, la fascia di lana che il Papa consegna agli arcivescovi metropoliti come segno di comunione con lui e del pastore che porta sulle spalle la pecora smarrita.
Dio mostrò la sua potenza in una ragazza.
Non volle cedere un cuore donato a lui.
L'età non pone limiti alla santità.
Conservò indiviso il suo amore per Cristo.
Sant'Ambrogio scrive che Agnese era troppo giovane per essere punita, eppure matura per la vittoria, e che andò alla morte più lieta di una sposa alle nozze.
Ogni anno, il 21 gennaio, a Roma si benedicono due agnelli, e con la loro lana si tessono i palli degli arcivescovi.
Gli Atti più tardivi narrano che, quando Agnese fu esposta al disonore, i suoi capelli crebbero fino a coprirla, e che un uomo che voleva farle del male fu colpito da cecità e poi guarito per la sua preghiera.
Era troppo giovane per essere punita, eppure era matura per la vittoria.
Sant'Ambrogio, Sulle vergini, nella sostanza
Una fanciulla confuse i potenti.
Apparteneva interamente a Cristo.
I suoi agnelli ricordano alla Chiesa il Buon Pastore.
Cari amici, sant'Agnese era soltanto una ragazza, di circa dodici anni secondo sant'Ambrogio, quando morì per Cristo a Roma. I giudici si aspettavano che avesse paura. Invece rimase salda. Ambrogio scrisse che era troppo giovane per essere punita, eppure matura per la vittoria.
San Paolo dice: Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti (1 Corinzi 1,27). La potenza di Roma fu confusa dal coraggio di una fanciulla. La santità non dipende dall'età, dalla forza o dalla posizione. Dipende dall'amore per Cristo.
Agnese aveva donato il suo cuore a Cristo e non lo riprese, nemmeno sotto la minaccia della morte. Oggi i giovani subiscono altre pressioni: seguire la massa, rinunciare alla purezza, nascondere la propria fede. Agnese mostra che è possibile appartenere interamente a Cristo.
Ogni anno, nella sua festa, a Roma si benedicono due agnelli, e la loro lana serve per il pallio degli arcivescovi, segno del Buon Pastore. Preghiamo per i nostri giovani, perché siano forti nella fede come Agnese, e sosteniamoli con il nostro esempio e la nostra preghiera. Amen.
Dio onnipotente ed eterno, che scegli ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo di sant'Agnese, di imitarne la fermezza nella fede. Amen.