Abate, padre dei monaci · Festa: 17 gennaio

📖 Matteo 19,21
Antonio nacque verso il 251 in un villaggio del Medio Egitto, da genitori cristiani proprietari di terre. Quando aveva circa diciotto o vent'anni i genitori morirono, lasciandogli la cura della sorella più giovane. Qualche mese dopo udì in chiesa le parole del Vangelo: se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi e dallo ai poveri. Le accolse come rivolte a lui. Donò le sue terre, affidò la sorella a una comunità di vergini consacrate e cominciò, vicino al suo villaggio, una vita di preghiera, lavoro e digiuno.
In cerca di una solitudine più grande, visse per qualche tempo in un sepolcro e poi, per circa vent'anni, da solo in una fortezza abbandonata nel deserto vicino al Nilo. Là lottò contro le tentazioni, che il suo biografo descrive come assalti di demoni. Verso il 305 ne uscì, sereno e pieno di grazia, e molti vennero a imparare da lui. Intorno a lui sorsero comunità di eremiti, ed egli fu conosciuto come il padre dei monaci.
Durante la persecuzione del 311 andò ad Alessandria per incoraggiare i cristiani nelle prigioni e nelle miniere, sperando di essere lui stesso martire, ma non fu arrestato. In seguito si ritirò sulla montagna interna vicino al Mar Rosso, dove sorge ancora oggi il monastero di Sant'Antonio. Tornò ancora una volta ad Alessandria per sostenere la fede di Nicea contro gli ariani. Morì nel 356, all'età di circa centocinque anni.
Poco dopo la sua morte sant'Atanasio di Alessandria ne scrisse la Vita, che si diffuse rapidamente in Oriente e in Occidente e fece conoscere ovunque la vita monastica. Antonio è venerato il 17 gennaio in tutte le Chiese antiche, comprese le tradizioni siro-orientale e siro-occidentale. In Occidente divenne patrono dei contadini e degli animali.
Una sola lettura del Vangelo cambiò tutta la sua vita.
La vita spirituale comprende la lotta contro la tentazione.
Solo l'umiltà sfugge ai lacci del nemico.
L'eremita uscì dal deserto per sostenere i martiri e la vera fede.
Atanasio racconta che Antonio, mentre pensava ai primi cristiani che vendevano tutto, entrò in chiesa proprio quando si leggeva il Vangelo del giovane ricco, e subito uscì a donare le sue terre.
Nelle Confessioni Agostino narra come a Milano un amico gli parlò della Vita di Antonio, e come quel racconto lo commosse profondamente nei giorni che precedettero la sua conversione.
La Vita di Paolo di san Girolamo racconta che l'anziano Antonio visitò nel deserto l'eremita Paolo, ancora più vecchio, e che un corvo portò loro un pane intero invece della solita metà. La maggior parte degli studiosi considera questo racconto una leggenda.
Vidi i lacci del nemico stesi su tutta la terra e domandai: chi potrà sfuggirli? E udii una voce che diceva: l'umiltà.
Sant'Antonio, Detti dei Padri del deserto, nella sostanza
Dio parla ancora attraverso il Vangelo proclamato nella liturgia.
Anche noi dobbiamo combattere contro la tentazione.
Solo gli umili passano tra i lacci.
Cari amici, sant'Antonio era un giovane egiziano con terre, denaro e una famiglia di cui prendersi cura. Un giorno in chiesa udì il Vangelo: Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi! (Matteo 19,21). Credette che Cristo parlasse a lui, e obbedì.
Ascoltiamo così quando in chiesa si proclama il Vangelo? Antonio non lo trattò come una vecchia storia. Si lasciò cambiare la vita. La stessa parola viene proclamata per noi ogni volta che ci riuniamo per l'Eucaristia. Chiediamo orecchi che ascoltano e cuori che obbediscono.
Antonio andò nel deserto, e là trovò non solo il silenzio ma anche la lotta. Combatté contro tentazioni che il suo biografo descrive come assalti di demoni. Il deserto gli mostrò che cosa c'è nel cuore umano. Anche noi abbiamo i nostri deserti: tempi di solitudine, di tentazione e di aridità. Antonio ci insegna ad aggrapparci alla preghiera e a confidare in Cristo.
Una volta vide i lacci del nemico stesi su tutto il mondo e domandò chi potesse sfuggirli. Una voce rispose: l'umiltà. Molti venivano a chiedergli consiglio, ed egli li congedava nella pace. Chiediamo a sant'Antonio di insegnarci ad ascoltare il Vangelo, a combattere la tentazione con la preghiera e a camminare umilmente con il nostro Dio. Amen.
O Dio, che hai chiamato sant'Antonio abate a servirti nel deserto con una vita mirabile, concedi a noi, per sua intercessione, di rinnegare noi stessi e di amare sempre te sopra ogni cosa. Amen.