Apostolo delle genti · Festa: 25 gennaio

📖 Atti 9,5
Saulo era un ebreo nato a Tarso di Cilicia, cittadino romano per nascita, cresciuto a Gerusalemme e formato ai piedi del maestro Gamaliele (Atti 22,3). Era fariseo, zelante per la Legge, e perseguitava con violenza i seguaci di Gesù. Approvò la lapidazione di Stefano e trascinava i credenti in prigione (Atti 7,58; 8,1–3; Galati 1,13–14).
Sulla via di Damasco, dove andava ad arrestare i cristiani, una luce dal cielo lo avvolse. Cadde a terra e udì una voce: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Domandò: Chi sei, o Signore? E la risposta fu: Io sono Gesù, che tu perseguiti. Gli Atti degli Apostoli raccontano questo evento tre volte (Atti 9, 22 e 26), e Paolo stesso ne parla nelle sue lettere (Galati 1,15–16; 1 Corinzi 15,8).
Accecato, fu condotto a Damasco, dove per tre giorni non mangiò né bevve. Il Signore mandò un discepolo di nome Anania, che gli impose le mani; gli caddero dagli occhi come delle squame, recuperò la vista e fu battezzato (Atti 9,17–18). Subito cominciò ad annunciare Gesù come Figlio di Dio. Paolo scrisse poi di essersi recato in Arabia, di essere tornato a Damasco e, dopo tre anni, di essere salito a Gerusalemme per visitare Pietro (Galati 1,17–18).
Il persecutore divenne l'Apostolo delle genti, il più grande missionario della Chiesa delle origini, le cui lettere fanno parte del Nuovo Testamento. Paolo vide nella sua conversione un segno della misericordia di Dio: se Cristo aveva potuto salvare lui, il primo dei peccatori, poteva salvare chiunque (1 Timoteo 1,15–16). La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, celebrata in molti luoghi dal 18 al 25 gennaio, si conclude con questa festa.
Il più accanito persecutore divenne il grande apostolo.
Perseguitare i cristiani significava perseguitare Cristo.
Anania e il battesimo fecero parte della conversione di Paolo.
La conversione è l'inizio di una vita di missione.
Una luce dal cielo avvolse Saulo; egli cadde a terra e udì la voce di Gesù che gli domandava perché lo perseguitasse (Atti 9,3–6).
Anania aveva paura di incontrare il persecutore, ma il Signore gli disse che Saulo era uno strumento eletto. Andò, lo chiamò fratello Saulo e gli impose le mani (Atti 9,10–17).
Molti dipinti mostrano Saulo che cade da cavallo. Gli Atti non parlano di un cavallo; questo particolare viene dall'arte cristiana più tarda.
“Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.”
San Paolo, Galati 2,19–20
La domanda che cambiò la vita di Saulo.
Perché mi perseguiti?
Nessuno è troppo lontano da Dio.
Cari amici, oggi celebriamo una svolta nella storia della Chiesa. Saulo di Tarso, fariseo dotto e zelante, era in cammino verso Damasco per arrestare i cristiani. All'improvviso una luce dal cielo lo avvolse, ed egli udì una voce: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Saulo domandò: Chi sei, o Signore? E la risposta venne: Io sono Gesù, che tu perseguiti (Atti 9,5). Notiamo bene: Gesù non dice perché perseguiti i miei discepoli, ma perché perseguiti me. Cristo e la sua Chiesa sono un solo corpo. Ciò che facciamo al più piccolo dei suoi fratelli e sorelle, lo facciamo a lui.
Saulo rimase cieco e per tre giorni attese nel buio. Poi il Signore mandò Anania, un semplice discepolo, che aveva paura ma obbedì. Impose le mani a Saulo e lo chiamò fratello. Saulo fu battezzato e cominciò una vita nuova. Dio si serve di persone come Anania per condurre altri a Cristo.
Il persecutore divenne il grande Apostolo delle genti. Nessuno è troppo lontano dalla misericordia di Dio, neppure la persona che ci è più difficile amare. Preghiamo oggi per la conversione dei peccatori, cominciando da noi stessi, e per l'unità di tutti i cristiani, e domandiamo ogni giorno come Paolo: Chi sei, o Signore, e che cosa vuoi che io faccia? Amen.
O Dio, che hai istruito il mondo intero con la predicazione del beato apostolo Paolo, concedi a noi, che celebriamo la sua conversione, di seguirne l'esempio e di essere nel mondo testimoni della tua verità. Amen.