Martire · Festa: 23 aprile

📖 Ef 6,11
Giorgio fu un martire cristiano morto probabilmente verso il 303 a Lidda (oggi Lod, in Israele), durante la persecuzione di Diocleziano. La devozione a lui si diffuse molto presto in Oriente e in Occidente; sulla sua tomba a Lidda furono costruite chiese, e nelle Chiese orientali è onorato come grande martire.
Antichi racconti dicono che era un soldato che rifiutò di rinnegare Cristo, fu torturato e decapitato. Già papa Gelasio I (494) osservava che le sue opere sono note a Dio, ma molte storie su di lui sono incerte. Il famoso racconto di Giorgio che uccide un drago per salvare una principessa compare solo nel Medioevo, soprattutto nella Legenda aurea (XIII secolo); è una leggenda che raffigura la vittoria della fede sul male.
Nel Kerala Giorgio (Geevarghese) è tra i santi più amati. Grandi santuari come Edathua e Aruvithura gli sono dedicati, e alla sua festa, in aprile e maggio, accorrono grandi folle.
Giorgio scelse Cristo prima della sua carriera e della sua vita.
Il drago è immagine del peccato e del male; lo vinciamo con la fede, la preghiera, la verità e la Parola di Dio.
Come la leggenda lo mostra difensore degli indifesi, la forza è data per proteggere i deboli.
Giorgio è onorato da cristiani di ogni tradizione, segno dell'unica fede.
La leggenda parla di un drago che terrorizzava una città e chiedeva sacrifici umani. Giorgio, passando, fece il segno della croce e vinse il drago, e gli abitanti si fecero battezzare. È una leggenda medievale, immagine della vittoria di Cristo sul male.
Probabilmente sotto Diocleziano, intorno al 303.
Un Grande Martire nelle Chiese orientali.
Un racconto medievale (Legenda aurea) che raffigura la vittoria della fede sul male.
Rifiutò di rinnegare Cristo.
Cari fratelli e sorelle, san Giorgio è onorato in tutto il mondo, in Oriente e in Occidente. In Kerala molte chiese gli sono dedicate, e la sua immagine con il drago è molto familiare. Che cosa sappiamo davvero?
Giorgio fu un martire cristiano morto a Lidda, in Terra Santa, probabilmente durante la persecuzione di Diocleziano, intorno all'anno 303. La sua venerazione si diffuse molto presto; sulla sua tomba furono costruite chiese, e le Chiese orientali lo chiamano Grande Martire. Racconti antichi dicono che fu un soldato che si rifiutò di rinnegare Cristo e fu torturato e decapitato. Già nel V secolo papa Gelasio disse che le sue gesta erano note a Dio, mentre molte storie su di lui erano incerte.
La famosa storia di Giorgio che uccide il drago per salvare una principessa compare solo nel Medioevo ed è una leggenda. Ma anche le leggende possono insegnare la verità. Il drago è un'immagine del male; il cavaliere è un'immagine della fede che, con l'aiuto di Dio, vince il male.
Onoriamo san Giorgio combattendo i veri draghi della nostra vita e della società: il peccato, le dipendenze, l'ingiustizia, la paura. E indossiamo l'armatura di Dio (Efesini 6,11), fiduciosi che Cristo ha già vinto.
Non contro la carne e il sangue (Efesini 6,12).
Onestà e integrità.
Spegne le frecce infuocate del Maligno (Efesini 6,16).
La Parola di Dio e la preghiera (Efesini 6,17–18).
Cari amici, la parola scelta per san Giorgio è: Indossate l'armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo (Efesini 6,11). Giorgio era un soldato, e sapeva che la vera battaglia è spirituale.
Paolo dice che la nostra battaglia non è contro la carne e il sangue, ma contro le forze spirituali del male (Efesini 6,12). I nostri nemici non sono le altre persone, ma il peccato e il Maligno che ci tenta. Per questo i cristiani non odiano.
L'armatura è descritta pezzo per pezzo: la cintura della verità, la corazza della giustizia, i calzari pronti a propagare il vangelo della pace, lo scudo della fede, l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio (Efesini 6,14–17). Verità, integrità, fede e Scrittura sono le nostre armi.
E Paolo aggiunge: In ogni occasione pregate nello Spirito (Efesini 6,18). Giorgio vinse perché rimase saldo nella fede e nella preghiera. Indossiamo ogni mattina questa armatura con una breve preghiera e affrontiamo senza paura i nostri draghi.
Tentazione, dipendenza, rabbia, pigrizia.
Il coraggio cristiano non è aggressività.
La principessa del racconto: difendete chi è in pericolo.
Amate i santi con verità.
Cari giovani, tutti amano l'immagine di san Giorgio a cavallo che sconfigge il drago. È una leggenda medievale, non storia, ma porta un messaggio vero: con l'aiuto di Dio il male può essere vinto.
Qual è il vostro drago? Forse la pornografia, la droga, l'alcol, la dipendenza dai videogiochi, la rabbia, la menzogna o la pigrizia. Dategli un nome con sincerità. Poi combattetelo con le armi di Dio: la preghiera, la confessione, l'Eucaristia, i buoni amici e, se serve, un aiuto professionale.
Il coraggio cristiano non è violenza. Giorgio non combatté le persone per la sua fede; soffrì per essa. Siate coraggiosi, ma mai aggressivi. E come il cavaliere del racconto, proteggete i deboli: il compagno di classe preso di mira, la ragazza molestata, il bambino in pericolo.
Care famiglie, insegnate ai vostri figli ad amare i santi con verità: che cosa è storia, che cosa è tradizione, che cosa è leggenda. La verità della fede non ha bisogno di esagerazioni. La vera gloria di san Giorgio è che scelse Cristo più della propria vita.
Signore Dio, hai dato a san Giorgio il coraggio di confessare Cristo fino alla fine. Per sua intercessione rivestici dell'armatura della fede, proteggici da ogni male e rendici forti difensori dei deboli. Amen.