Sacerdote carmelitano, mistico, dottore della Chiesa · Festa: 14 dicembre

📖 Filippesi 3,8
Juan de Yepes nacque nel 1542 a Fontiveros, in Spagna, da una famiglia povera; il padre morì quando egli era bambino. Lavorò in un ospedale mentre studiava presso i gesuiti, e nel 1563 entrò nell'Ordine carmelitano. Studiò a Salamanca e fu ordinato sacerdote nel 1567.
In quell'anno incontrò santa Teresa d'Avila, che stava riformando le monache carmelitane, ed ella gli chiese di avviare la stessa riforma tra i frati. Divenne uno dei primi Carmelitani Scalzi, prendendo il nome di Giovanni della Croce.
La riforma incontrò una forte opposizione. Nel 1577 Giovanni fu prelevato con la forza e imprigionato per circa nove mesi in una cella minuscola a Toledo, dove fu percosso e umiliato. Lì, nell'oscurità, compose poesie d'amore per Dio. Nel 1578 riuscì a fuggire.
Fu superiore e guida spirituale e scrisse grandi opere sulla preghiera: Salita del Monte Carmelo, Notte oscura, Cantico spirituale e Fiamma viva d'amore. Morì a Úbeda il 14 dicembre 1591. Fu canonizzato nel 1726 e proclamato dottore della Chiesa nel 1926.
Lasciare tutto ciò che non è Dio, per trovare Dio.
L'aridità e la sofferenza possono essere purificazione di Dio.
Alla sera della vita saremo giudicati sull'amore.
Nel 1577 Giovanni fu tenuto per circa nove mesi in una stretta cella del convento carmelitano di Toledo. Lì compose gran parte del Cantico spirituale. Nel 1578 fuggì di notte.
Santa Teresa d'Avila chiamava affettuosamente il piccolo Giovanni il suo piccolo Seneca, lodandone la sapienza.
Alla sera della vita saremo giudicati sull'amore.
San Giovanni della Croce, Detti di luce e d'amore, in sostanza
Come san Paolo, Giovanni considerò tutto una perdita per Cristo.
Dio ci purifica quando non sentiamo nulla.
Alla fine resta solo l'amore.
Cari fratelli e sorelle, san Giovanni della Croce era un piccolo frate carmelitano con un cuore grandissimo. Con santa Teresa d'Avila lavorò per rinnovare l'Ordine carmelitano. Per questo fu imprigionato dai suoi stessi confratelli, chiuso in una cella buia, percosso e umiliato.
In quell'oscurità scrisse alcune delle più belle poesie d'amore mai scritte, poesie dell'amore dell'anima per Dio. Come san Paolo, considerò tutto una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo (Filippesi 3,8).
Giovanni insegna la notte oscura: tempi in cui la preghiera è arida e Dio sembra assente. Dice che questi tempi non sono un castigo, ma il modo in cui Dio purifica il nostro amore, perché lo amiamo per sé stesso e non per i suoi doni.
Disse anche che alla sera della vita saremo giudicati sull'amore. Se state attraversando una notte oscura, non arrendetevi. Continuate a pregare, continuate ad amare. Dio è più vicino di quanto pensiate. Amen.
O Dio, che hai dato a san Giovanni della Croce un grande amore per la Croce e per il rinnegamento di sé, concedi che seguiamo il suo esempio e giungiamo a contemplare in eterno la tua gloria. Amen.