San Patrizio

Vescovo, apostolo dell'Irlanda · Festa: 17 marzo

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Parola di Dio

📖 Marco 16,15

Vita

Patrizio visse nel V secolo; le date esatte non sono note. Conosciamo la sua vita soprattutto da due brevi opere che scrisse lui stesso, la Confessione e la Lettera ai soldati di Corotico. Nacque nella Britannia romana, in un luogo che chiama Bannavem Taburniae. Suo padre Calpornio era diacono e suo nonno Potito sacerdote, ma Patrizio dice che da ragazzo non prendeva Dio sul serio.

A circa sedici anni, predoni irlandesi lo rapirono insieme a molti altri e lo vendettero come schiavo. Per sei anni badò agli animali sulle colline irlandesi, affamato, infreddolito e solo. Lì, scrive, il Signore gli aprì la mente ed egli si volse a Dio con tutto il cuore. Racconta che pregava fino a cento volte al giorno e quasi altrettante di notte. In sogno gli fu detto che una nave era pronta. Fuggì, percorse a piedi forse duecento miglia fino alla costa e alla fine tornò a casa.

A casa ebbe un altro sogno: un uomo di nome Vittorico gli portò una lettera intitolata La voce degli irlandesi, ed egli li udì supplicarlo di tornare a camminare in mezzo a loro. Dopo anni di preparazione, i cui particolari sono incerti, fu ordinato vescovo e tornò nella terra della sua schiavitù. Predicò, battezzò molte migliaia di persone, ordinò chierici e incoraggiò giovani uomini e donne a donare la vita a Dio come monaci e vergini. Visse in continuo pericolo, e dice di essere stato catturato e messo in catene più di una volta.

Era acutamente consapevole della propria scarsa istruzione, e soffriva quando alcuni in Britannia lo criticavano. Eppure difese ardentemente il suo popolo: quando i soldati del capo britanno Corotico uccisero e ridussero in schiavitù dei neobattezzati, scrisse loro una lettera infuocata esigendone la liberazione. Morì in Irlanda, secondo la tradizione il 17 marzo, e si dice che sia sepolto a Downpatrick. Missionari e monaci irlandesi portarono poi la fede attraverso l'Europa e, in tempi moderni, in Asia e in Africa, anche in India.

Insegnamenti

La schiavitù divenne una scuola

Dio si servì dei suoi anni peggiori per condurlo alla preghiera.

Perdonare il nemico

Tornò a servire coloro che lo avevano reso schiavo.

Umile fiducia

Si definiva peccatore e dava a Dio tutto il merito.

Coraggio per i deboli

Denunciò chi riduceva in schiavitù i neobattezzati.

Racconti

La voce degli irlandesi (storia)

Nella Confessione Patrizio racconta di una visione notturna in cui lesse una lettera intitolata La voce degli irlandesi e udì persone vicine al mare occidentale gridare come a una sola voce che venisse a camminare ancora in mezzo a loro.

Il fuoco sulla collina di Slane (tradizione)

Una vita scritta nel VII secolo racconta che la notte di Pasqua Patrizio accese un fuoco sulla collina di Slane, sfidando l'ordine reale che nessun fuoco ardesse prima di quello del re a Tara. Il re venne ad affrontarlo, e davanti a lui fu annunciato il Vangelo.

Il trifoglio e i serpenti (leggenda)

Racconti popolari dicono che Patrizio spiegò la Santissima Trinità con un trifoglio e scacciò tutti i serpenti dall'Irlanda. Il primo appare solo molti secoli dopo di lui, e gli studiosi dicono che il secondo non ha fondamento, poiché in Irlanda non c'erano serpenti dopo l'era glaciale. I suoi scritti non menzionano né l'uno né l'altro.

Parole del santo

Io, Patrizio, peccatore, rozzissimo, il più piccolo di tutti i fedeli e disprezzato da moltissimi.
San Patrizio, Confessione 1, nella sostanza
Cristo con me, Cristo davanti a me, Cristo dietro di me, Cristo in me.
La preghiera detta Corazza di san Patrizio, tradizionalmente a lui attribuita, nella sostanza

Omelia

1. Le colline della schiavitù

Dio lo incontrò nei suoi anni più bui.

2. Di nuovo da chi lo aveva ferito

La missione è misericordia in azione (Marco 16,15).

3. Cristo con me

Tutto ciò che aveva, lo diede a Dio.

Cari amici, il mondo ricorda san Patrizio per le sfilate, gli abiti verdi e i trifogli. I suoi scritti raccontano una storia molto più grande. A sedici anni fu catturato dai predoni e venduto come schiavo in una terra straniera. Non si era curato molto di Dio. Ora, solo con gli animali su una fredda collina, cominciò a pregare, cento volte al giorno e quasi altrettante di notte.

Molti di noi hanno conosciuto una stagione di dolore, di malattia, di un lavoro perduto o di una famiglia spezzata, in cui non resta che Dio. Ci chiediamo perché. Patrizio scoprì che quelle colline vuote possono essere il luogo in cui veniamo trovati. In questo tempo di digiuno, in cui la Chiesa ci conduce in una sorta di deserto, possiamo chiedere a Dio di incontrarci come incontrò quel ragazzo schiavo.

Ma guardate che cosa viene dopo. Fuggì, arrivò a casa, era al sicuro. Poi udì la voce degli irlandesi che lo richiamava, proprio il popolo che lo aveva reso schiavo. Chi di noi ci andrebbe? Gesù mandò i discepoli in tutto il mondo ad annunciare il lieto messaggio (Marco 16,15). Patrizio tornò, nel pericolo, e diede loro il resto della sua vita. Il perdono non è soltanto un sentimento. Può significare tornare indietro per servire chi ci ha feriti.

Non si vantò mai. Si definiva peccatore, il più piccolo dei fedeli, e dava a Dio tutta la gloria. In questa Santa Messa / Santa Qurbana preghiamo per i missionari che hanno lasciato la patria per Cristo, molti dei quali provengono dalle nostre famiglie. Chiediamo a san Patrizio di insegnarci a pregare nei tempi difficili e a perdonare chi ci ha fatto torto. Cristo con noi, Cristo davanti a noi, Cristo dietro di noi. Amen.

Preghiera

O Dio, che hai scelto san Patrizio per portare il Vangelo al popolo che un tempo lo aveva reso schiavo, concedici per le sue preghiere di perdonare chi ci ha fatto del male, di portare con coraggio il lieto annuncio e di sapere che Cristo è con noi ovunque andiamo. Amen.